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In Triest versammelte chinesische Telefone

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L’austriaca Onda TLC sfrutterà la forza del porto e i recenti accordi con Pechino.

Quando la delocalizzazione è un valore aggiunto e non una mera „fuga“ alla caccia di vantaggi fiscali e burocratici. L’azienda Onda TLC sta lanciando un nuovo smartphone con modalità d’uso facilitate, ma con tecnologia all’avanguardia.

Coinvolgerà presto la Cina nella produzione dei pezzi, che poi assemblerà in un nuovo stabilimento a Trieste, mentre a Roma aprirà un Innovation Hub. Una triangolazione industriale che presto si amplierà, sul piano commerciale, dal Brasile ai vicini paesi del Centro Europa.

„Guardiamo a Trieste per l’assemblaggio ed il collaudo tecnico – spiega il nuovo presidente Aldo Minucci . perchè c’è il porto e perchè di recente è stato stipulato, sotto l’egida della Regione Friuli Venezia Giulia, anche un accordo con la Cina. Qui brandizzeremo il prodtto Made in Italy“.

Forte sul mercato domestico, la società austriaca guarda, dunque, con fiducia alla conquista di una futura significativa nicchia sui mercati internazionali e pensa anche a possibili aperture sul territorio nazionale. onda TLC ha in essere forti e consolidati rapporti di partnership con importanti realtà manifatturiere in Cina. „Questi rapporti ci permettono, in primo luogo di mantenere alto il livello tecnologico dei prodotti e di seguire e spesso anticipare le dinamiche evolutive che caratterizzano il settore – spiega Minucci -, dunque siamo in grado di offrire agli operatori nazionali device in esclusiva, contraddistinti da un costo significativamente più contenuto rispetto ai prezzi praticati per offerte analoghe dai concorrenti più grandi“

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